giovedì 4 ottobre 2018

I semi della violenza


I semi della violenza

Anna: Lo yoga insegna con le sue tecniche a neutralizzare la legge del karma, abituando il discepolo a non attaccarsi alle cose, agli oggetti, alle persone. Insegna ad agire con disinteresse, senza attendere il frutto delle proprie azioni. Paramahansa Yogananda amava ripetere: “I semi del passato karma non possono germogliare se sono bruciati nel fuoco divino della saggezza”.

Thomas: Secondo la Bhagavad Gita, chi agisce con il distacco dal frutto delle azioni non accumula il peso del karma. Sia le azioni considerate buone, sia quelle considerate cattive, come uccidere in guerra, vengono neutralizzate.

Anna: Krishna cerca di convincere Arjuna che è giusto e doveroso uccidere i suoi cugini Kaurava.  Perché Pio XII che aveva tanta autorità, poiché molti tedeschi erano “buoni” cattolici, dal suo pulpito non ha urlato un giorno a Hitler: ”Basta con queste barbarie!”? Non sapeva dei campi di concentramento? Non sapeva delle camere a gas? Giovanni Paolo II, che ha sempre tuonato contro tutte le guerre, non si sarebbe fermato davanti a nulla.

Thomas: Non so niente della coscienza di Pio XII, ma alla luce degli eventi e della coscienza maturata nella Chiesa e fuori della Chiesa, non possiamo assolutamente giustificare quel silenzio. Probabilmente non si parlerà più negli anni a venire di una sua eventuale beatificazione, spero che si tenga presente l’opinione pubblica, anche quella degli ebrei, sul silenzio di Pio XII.

Anna: So che molti ebrei in Italia ma anche all’estero sono stati salvati, protetti, nascosti nei monasteri.

Thomas: I nostri confratelli di San Gregorio al Celio in Roma hanno nascosto ebrei nel monastero, facendoli vestire da monaci. Durante il passaggio del fronte, lungo l’Appennino, gli eremiti di Camaldoli hanno nascosto in una cella dell’Eremo un gruppo di ufficiali inglesi a rischio della propria vita. Una sera, infatti, arrivarono i tedeschi al Cenobio e il superiore, che sapeva masticare due parole di tedesco, li fece sedere, portò vino e salsicce e disse “Trinken, trinken, essen, essen”. I tedeschi avevano tagliato i fili del telefono, ma non sapevano che c’era un citofono privato fra Camaldoli e l’Eremo. Così mentre loro trincavano, il superiore andò a telefonare per avvertire: “Mandate via quegli ufficiali!”. Dopo aver mangiato e bevuto i tedeschi salirono all’Eremo, misero tutti i monaci contro il muro e la mitragliatrice per terra davanti a loro, mentre andavano a ispezionare le celle, dove non trovarono nemmeno una cicca, soltanto una cella troppa pulita che destava non pochi sospetti. Alla fine lasciarono in pace gli eremiti. Anche uomini semplici possono fare cose straordinarie.


   Non voglio parlare né delle dottrine della Chiesa né della politica dello Stato; parlo della Bhagavad Gita che fu la risposta da parte induista alla sfida posta dal buddhismo, il quale è pacifista e insegna che non si deve uccidere e basta. Invece la Bhagavad Gita dice: “Se tu non vuoi combattere questa giusta battaglia, manchi ai tuoi doveri e all’onore, e incorri in grave peccato… Vittoria e sconfitta considerale uguali e accingiti a combattere”. In altre parole, uccidere in guerra lo devi fare, però senza attaccarti ai frutti, cioè alla vittoria, e senza odio per il nemico. Anche se mi pare molto difficile che si possa uccidere senza odio.[i]

Anna: Anche questa è la mia perplessità. Accetto il discorso di Krishna in chiave metaforica. Ognuno di noi deve combattere una guerra interiore contro il Male. Krishna dice: “Tu sei un guerriero, allora tu devi uccidere”. Un uomo non è soltanto un guerriero, è soprattutto un essere umano, quindi deve trascendere la propria casta. Gandhi ha mostrato con la sua vita che si può combattere la violenza con la non violenza. Diceva: “L’uomo forte non ha bisogno di armi per difendere la sua libertà. Egli sacrifica il suo corpo per salvare la sua anima”.[ii]

Thomas: I cristiani non possono sottrarsi al dovere di riflettere seriamente sulla testimonianza di Mahatma Gandhi. Egli ha sconvolto i nostri schemi, quelli induisti come quelli musulmani e cristiani. Era al servizio dell’umanità e di tutte le religioni, ma le contestava tutte, le metteva in crisi. Mi dispiace che Papa Giovanni Paolo II, nella sua lettera sulla guerra, non abbia nominato il Mahatma, sebbene l’abbia riconosciuto come profeta in altre occasioni.

Anna: L’idea di una guerra giusta o santa la ritroviamo in molte religioni. Non erano viste in quest’ottica forse le crociate dei cristiani? E quanta violenza, quanto sangue continua ancora a seminare nel mondo la lotta degli integralisti islamici? E tu pensi che sarebbe stato possibile sconfiggere il fascismo e il nazismo senza combattere con le armi?

Thomas: Sí, praticando la disobbedienza civile e la non-violenza secondo l’esempio di Gandhi. L’India di oggi è la prova concreta dell’efficacia di quanto Gandhi insegnava e praticava, più di un miliardo di persone con un sistema democratico che, per quanto corrotto sia, riesce a far votare quella massa di gente per eleggere il parlamento. È un miracolo questo paese privo di grandi vantaggi che continua a praticare la democrazia e resta unito nonostante le profonde differenze linguistiche, culturali e religiose fra uno Stato e l’altro della Federazione. Raramente nella sua storia il subcontinente si è unito in un impero. Quindi, data la necessità di auto–amministrarsi, i villaggi eleggevano i propri governi, i consigli detti panchàyat che sono la radice dell’attuale democrazia indiana.

Anna: Anche l’India a volte è percorsa da fremiti di integralismo e di terrorismo religioso.

Thomas: Nulla a confronto con la violenza negli Stati Uniti.

Anna: È vero quanto dici; rimango sempre colpita quando leggo che negli Stati Uniti è talmente facile acquistare una pistola ed è così comune averla in casa che un bambino può portarla a scuola e uccidere i compagni di classe e gli insegnanti per disperazione o per gioco, perché l’ha visto fare in televisione. Episodi impressionanti di violenza si susseguono in continuazione, in una chiesa, in un teatro, in un college, in un supermercato. L’ex presidente Barack Obama, nonostante tutti i suoi sforzi, non è riuscito a varare una legge che controlli la vendita delle armi. E l’attuale presidente Donald Trump, va nella direzione esattamente opposta. Vuole addirittura potenziare gli armamenti nucleari e armare gli insegnanti nelle scuole. Inoltre, in  molti stati, esiste l’uso barbaro della pena capitale. A uno Stato moderno e democratico non è lecito uccidere.


Thomas: Ormai nessuno Stato — neppure il più potente — può dare regole al commercio internazionale. In qualche modo l’economia globale si è costituita in un’entità al di sopra degli Stati-nazioni. La vendita internazionale delle armi è il vero contesto in cui si muove il commercio al minuto delle armi in America. L’impossibilità di varare leggi che controllino il commercio interno dipende solo in parte dall’ideologia del cittadino armato che risale alla fondazione del mio Paese. Quanto alla pena capitale, pare che l’opinione pubblica americana si diriga verso l’abolizione, in gran parte per motivi economici: costa meno per lo Stato tenere un criminale in ergastolo che  gestire  il lungo percorso dei processi in tribunale.



[i]Cap. 2,33.38.
[ii]Harijan, 11 agosto 1940. Linea d’Ombra

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